L’articolo presenta due nuovi testimoni dell’etopea 3 Amato di Severo Sofista, il codice Sīnāʾ, Monē tēs Agias Aikaterinēs, gr. 1725 e il codice Athēna, Ethnikē Bibliothēkē tēs Ellados, Metochion tou Panagiou Taphou 540, e dimostra che sono apografi; propone inoltre di considerare apografi anche i manoscritti H J L dell’edizione Amato e fornisce una nuova edizione critica del testo.