Opzioni
Evoluzione del gender gap nell’accademia: il caso di medicina
LARESE FILON, FRANCESCA
2024
Abstract
La presenza di donne nei ruoli di prima e seconda fascia in medicina è molto modesta nelle università italiane (Larese, 2019) e in quelle straniere (Li, 2023). Numerose azioni sono state intraprese al fine di eliminare il tetto di cristallo che non permette alle donne di avanzare nella carriera accademica. L’obiettivo di questo studio è quello di analizzare la presenza di donne nei settori scientifico-disciplinari di Medicina e Chirurgia nel 2023 e di confrontarlo con quella del 2015 e del 2005, al fine di verificare la situazione italiana e di proporre azioni di miglioramento. I dati relativi alla composizione del personale docente (nei ruoli di ricercatore/trice, professore/essa associato/a e ordinario/a) sono stati estratti dalla banca dati del Ministero dell’Università e della Ricerca e sono stati raggruppati in base al settore scientifico-disciplinare nel gruppo delle scienze di base, scienze mediche, chirurgiche e tecniche. Il personale docente di Medicina e Chirurgia nel 2023 in Italia ha complessivamente 9556 unità di cui 3644 donne (38%). Le donne sono maggiormente rappresentate nel ruolo di ricercatore universitario (68% nelle scienze tecniche, 64,3% nelle scienze di base, 49,1% nelle scienze mediche e 31,1% nelle scienze chirurgiche). Buona la presenza femminile nel ruolo di seconda fascia nelle scienze tecniche (60%) e nelle scienze di base (58,5%), più limitata nelle scienze mediche (40,5%) e chirurgiche (18,9%). Più ridotte ancora le quote femminili nella prima fascia che rappresentano l’8,2% nelle scienze chirurgiche, il 20,9% nelle scienze mediche, il 40% nelle scienze di base e il 42,6% nelle scienze tecniche. Rispetto al 2015 si osserva un significativo incremento della presenza femminile nei ruoli apicali a testimonianza di un progressivo superamento del “tetto di cristallo”. Le azioni a favore della progressione di carriera come la composizione mista delle commissioni per il reclutamento, regole chiare con uso di indicatori bibliometrici per l’Abilitazione Scientifica Nazionale, azioni di mentorship femminile, la presenza di docenti donne e le attività a supporto della conciliazione vita/lavoro hanno determinato un progressivo aumento della presenza femminile che è ancora però molto distante dall’obiettivo 50:50. Ulteriori azioni sono auspicabili per raggiungere la parità di opportunità e carriera.