Pietro Neglie, docente di Storia contemporanea all’Università di Trieste, ci parla del periodo compreso fra il 1922 e il 1925, quando circa un milione di lavoratori italiani approdò in Francia per due distinti motivi: emigrazione economica ed esilio politico. Anche in quest’ultimo caso, a meno che non si trattasse di dirigenti politici o sindacali stipendiati, l’esule era allo stesso tempo “migrante economico”.