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Sfogliando Publications OpenstarTS per Digitare "Controlled Vocabulary for Resource Type Genres::other"
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Pubblicazione][][][][][][( 2024)Manganaro, Elvioarchitettura come oggetto di linguaggio
Si raccolgono in questo piccolo libro alcuni disegni e oggetti di ordine testuale. Sono sperimentazioni che non riguardano il linguaggio dell’architettura, ma l’architettura quale oggetto di linguaggio. Anche se queste sperimentazioni impiegano le categorie del disegno, della maquette, dell’esercizio didattico, finanche del progetto, il loro scopo è di ordine speculativo: indagare la disponibilità testuale dell’architettura, assumendo in via investigativa la prassi della scrittura asemica e della poesia concreta. In altri termini, a essere in gioco in questi lavori è la possibilità di impostare il rapporto tra linguaggio e architettura non nel riconoscimento della struttura linguistica presente nell’architettura o nella città, ma nella resistenza che la materia fisica, grafica, spaziale, propria del segno architettonico, sempre pone al significato. In questo senso scrittura asemica e poesia concreta — sottraendo la scrittura al sistema di trasmissione che le è proprio e portandola verso ambiti semiografici o alterando la tessitura spaziale e i rapporti di geometria del carattere tipografico — permettono di liberare il piano del significante dai suoi obblighi semantici, aprendo il senso.
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Pubblicazione1. La Deutsche Bibliothek; 2. Il Centro Thomas Mann(EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
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Pubblicazione100 Lichens from Thailand: a tutorial for students(EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
;Nimis, Pier Luigi ;Aptroot, André ;Boonpragob, Kansri ;Buaruang, Kawinnat ;Poengsungnoen, Vasun ;Polyiam, Wetchasart ;Vongshewarat, Kajohnsak ;Meesim, Sanya ;Boonpeng, Chaiwat ;Phokaeo, Supattara ;Molsil, Muthita ;Nirongbutr, Phimpha ;Sangvichien, Ek ;Moro, Andrea ;Pittao, ElenaMartellos, StefanoThis is the printable version of an interactive identification tool for 100 species of lichens commonly occurring in Thailand, prepared on the occasion of a workshop held in Bangkok in June 2017. Of course, this guide cannot be used to identify all lichens found in the Country, but it may be useful as a tutorial in workshops and courses for students and beginners, who will be asked to identify only the species which are included in the key. In this way, they will learn the basic terminology, and will make the first steps in lichen identification. The dichotomous key is also available in several stand-alone versions: printable, CD-Rom, and for mobile devices via the free app KeyToNature (Android and iOS). The key has been created using program FRIDA at the Department of Life Sciences of the University of Trieste (Italy), and will be further tested and implemented at the Department of Biology of the Ramkhamhaeng University, Bangkok, to encompass a broader set of species.1 -
Pubblicazione10° convegno Convivere con Auschwitz(EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
;Barberis, MauroPeteani, Gianni“Convivere con Auschwitz”, decimo convegno tematico in cui l’Università di Trieste incrementa le convergenze interdisciplinari in un rapporto di analisi e attualizzazione scientifica, esplorando ulteriori temi riguardanti le memorie dell’Olocausto e della Deportazione. Devastando il corso della Storia, il nazifascismo ha perpetrato anche a Trieste aberranti crimini contro l’umanità, come l’annuncio delle leggi razziali nel 1938, la Risiera di San Sabba, unico Lager con forno crematorio realizzato in Italia e nell’Europa meridionale, la segregazione nei carri bestiame dal Silos della Stazione Ferroviaria di Trieste da cui partì alla volta di Auschwitz la maggioranza dei convogli di Deportate/i dalla Nazione: una drammatica eredità che è importante ricordare con la creazione del Memoriale Nazionale. L’inumanità di Auschwitz è l’umana condizione da cui da allora dobbiamo difenderci. “Convivere con Auschwitz” è il contributo di civiltà con cui l’Università di Trieste si pone a Memoria di quanto è stato, in antitesi al pregiudizio e all’intolleranza riemersi attraverso l’esercizio sistemico dei populismi, pericolosi generatori di regressione sociale, arretramento culturale e aggressione ai valori etico-morali della convivenza e dell’accoglienza. In ottemperanza alla Legge 211/2000, istitutiva del Giorno della Memoria, il simposio persegue il monito di Primo Levi: analisi, studio e conoscenza dell’abominio di Shoah e Deportazione nei Lager di sterminio nazisti, come antidoto contro la reiterazione del crimine, che, con metodologie diverse ancora e sempre flagella l’umanità. Memoria, cultura e conoscenza di quanto è stato, contro ogni forma di razzismo, qualsiasi discriminazione e prevaricazione razziale, sociale, culturale e religiosa, per la Pace e la Libertà. -
Pubblicazione115-4-DEAF: la chiamata dei Vigili del Fuoco da parte delle persone sorde(EUT Edizioni Università di Trieste, 2012)Muneretto, Paolo
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Pubblicazione119 Sicurezza sul lavoro e gestione delle emergenze: disposizioni generali, obblighi del datore di lavoro e diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato(EUT Edizioni Università di Trieste, 2016-04-05)Nunin, Roberta
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Pubblicazione11° convegno Convivere con Auschwitz(EUT Edizioni Università di Trieste, 2025)
;Barberis, MauroPeteani, Gianni“Convivere con Auschwitz”, undicesimo convegno tematico in cui l’Università di Trieste incrementa le convergenze interdisciplinari in un rapporto di analisi e attualizzazione scientifica, esplorando ulteriori temi riguardanti le memorie dell’Olocausto e della Deportazione. Devastando il corso della Storia, il nazifascismo ha perpetrato anche a Trieste aberranti crimini contro l’umanità, come l’annuncio delle leggi razziali nel 1938, la Risiera di San Sabba, unico Lager con forno crematorio realizzato in Italia e nell’Europa meridionale, la segregazione nei carri bestiame dal Silos della Stazione Ferroviaria di Trieste da cui partì alla volta di Auschwitz la maggioranza dei convogli di Deportate/i dalla Nazione: una drammatica eredità che è importante ricordare con la creazione del Memoriale Nazionale. L’inumanità di Auschwitz è l’umana condizione da cui da allora dobbiamo difenderci. “Convivere con Auschwitz” è il contributo di civiltà con cui l’Università di Trieste si pone a Memoria di quanto è stato, in antitesi al pregiudizio e all’intolleranza riemersi attraverso l’esercizio sistemico dei populismi, pericolosi generatori di regressione sociale, arretramento culturale e aggressione ai valori etico-morali della convivenza e dell’accoglienza. In ottemperanza alla Legge 211/2000, istitutiva del Giorno della Memoria, il simposio persegue il monito di Primo Levi: analisi, studio e conoscenza dell’abominio di Shoah e Deportazione nei Lager di sterminio nazisti, come antidoto contro la reiterazione del crimine, che, con metodologie diverse ancora e sempre flagella l’umanità. Memoria, cultura e conoscenza di quanto è stato, contro ogni forma di razzismo, qualsiasi discriminazione e prevaricazione razziale, sociale, culturale e religiosa, per la Pace e la Libertà. -
Pubblicazione17 poesie del giudeo. Con un’appendice di pagine di Fölkel in poesia e in prosa degli anni Cinquanta( 2023)
;Belgrano, Ernesto ;Fölkel, FerruccioGuagnini, ElvioPrima della sua affermazione come poeta – con Monàde. 33 poesie del giudeo (Guanda, 1978) – e come prosatore e saggista, Ferruccio (Fery) Fölkel pubblica una plaquette di poesie (17 poesie del giudeo, Edizioni del Canzoniere, 1954) con lo pseudonimo di Ernesto Belgrano. Il libretto, qui riproposto assieme ai testi di alcune poesie e di un racconto (Cronaca del giudeo) degli anni Cinquanta, ci propone la visita a un interessante e coinvolgente laboratorio, in cui Fölkel andava elaborando temi, riflessioni, cifre di scrittura che sarebbero poi confluiti nella sua attività dei decenni successivi. Con spunti e rinvii di grande interesse a eventi e contesti che avevano segnato la sua vita: in particolare, la condizione di “giudeo” che gli derivava dalla famiglia paterna, ebraica di origine ungherese, e la partecipazione alla “guerra antifascista” durante la quale – come scriveva nella nota di copertina di Monàde – aveva “collaborato con gli “Angloamericani”. Una testimonianza-documento, ma anche un momento di ricerca con molte note di genuina e incisiva originalità. -
Pubblicazione1921: Dantismi di frontiera. Spazio e tempo del centenario dantesco sul confine orientale(EUT Edizioni Università di Trieste, 2022)Ruggiero, NunzioIn the wake of the Great War the 6th centenary of Dante’s death constitutes an epochal threshold which can be analysed from a geo-semiotic perspective. This report aims to reconstruct the circumstances in which the uses and abuses of Dante’s myth are realised, at the turning point from the liberal to the fascist regime. The circularity between languages, literature, and art that invites comparison between Italian culture and the culture of the Slavic-speaking countries of the Balkans is achieved through this unusual reception of the Divine Comedy, activated between Rijeka, Trieste, and Gorica, on the extreme edge of the Adriatic that unites and separates Eastern and Western Europe.
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Pubblicazione1924-2024 Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste attraverso immagini e documenti( 2024)
;CATALAN, TULLIAIELEN, LORENZOQuesto volume è un viaggio per documenti e immagini nella storia dell’Ateneo triestino, che prende avvio dalla Scuola Revoltella, suo nucleo d’origine. La retorica della secolare aspirazione dei giuliani all’università, osteggiata dall’Austria-Ungheria e realizzata dal Regno d’Italia, è un Leitmotiv che attraversa tutta la prima fase di vita dell’Ateneo e verrà riproposta anche in occasione della posa della prima pietra del nuovo edificio universitario nel 1938. La seconda parte del volume copre il periodo che va dallo scoppio della Seconda guerra mondiale alla fine degli anni Cinquanta, dedicando ampio spazio agli anni in cui la città di Trieste, staccata dal resto del Paese, viene amministrata da un Governo militare alleato. In quella fase l’Università giuliana costituisce uno dei principali punti di riferimento dell’identità nazionale italiana a livello locale guadagnandosi l’appellativo, ricorrente nella corrispondenza proveniente dalle Università consorelle, di “cara al cuore degli italiani”. A partire dagli anni del “boom economico” documentato nella terza parte del volume, l’Ateneo è investito da un graduale processo di trasformazione. L’Istituto di Fisica diviene il propulsore di importanti iniziative che porteranno Trieste a diventare un polo scientifico d’eccellenza a livello mondiale. Al tempo stesso, le contestazioni del ’68 coinvolgono gli universitari locali, dando luogo a una lunga stagione di rivendicazioni e occupazioni. In questo periodo l’Ateneo stringe accordi di collaborazione scientifica con diversi paesi, mentre la città universitaria prosegue la sua espansione all’insegna della modernità, configurandosi, negli anni più recenti, come un importante tassello nella costruzione di “Trieste città della scienza”. -
Pubblicazione1965-2015. 50 anni di Scuola medico-chirurgica dell’Università di Trieste(EUT Edizioni Università di Trieste, 2018)
;Puppis, LucioQuerinuzzi, Francesco5 -
Pubblicazione1989. La storia dell’arte contemporanea riparte da Cuba? Spezzoni di un dibattito europeo(EUT Edizioni Università di Trieste, 2018)Monaldi, MarcelloThe Author compares with some theoretical positions concerning contemporary art to focus on the category of "global art". While Belting uses this category to overcome modern art history, Rebentisch disputes the pertinence and promotes the critical-political role of modern art for the present. But Vettese is skeptical about the impact of political criticism in contemporary art. The Author highlights in this way how the sense of Contemporary is still uncertain and indefinable.
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Pubblicazione1994. Perché rifondare “Futuribili” (seconda serie) dopo vent’anni(EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)Gasparini, AlbertoIn this editorial, Alberto Gasparini, refounder of “Futuribili” in 1994, shows that 20 years after the demise of “Futuribili” there still is an increasing imperative to inform decision makers of the results of research on the future. While in the late 1970s there was a need to predict the future and come up with answers to social questions, in 1994 reality requires answers to the new questions posed by international changes triggered by the fall of communism. Under such conditions, it is necessary not only to study possible futures, but also to investigate impossible futures to identify their “almost impossible” sides and turn them into possible ones. The aims of new series “Futuribili” are, thus, to resume the project left suspended by Ferraro; gather new scholars around “Futuribili”; strengthen ties with journals such as “Futuribles” and “Futures”; pay close attention to new international themes; reorganise the journal’s structure around theme-based editions under the guidance of guest editors; be more a scientific and cultural forum than a narrowly academic publication and, last but not least, give priority to discussions, dialogue and research which could be linked to some of the international work of the Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG), just as the previous series of “Futuribili” under Ferraro had revolved around the Istituto per le Ricerche di Economia Applicata (IREA).
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Pubblicazione2022 Global Review of Constitutional Law( 2023)
;Albert, Richard ;Landau, David ;FARAGUNA, PIETROAndrade, GiuliaWhen we created the Global Review of Constitutional Law in 2016, our aspiration was tomake the world smaller and more familiar, by making the high court case law of the jurisdictions of the world available in English. Seven years later, we continue to make the world smaller, and hope to make it ever more in the years ahead. This edition of the Global Review is special for two reasons. First, it marks the second year of our new relationship with our publisher, Edizioni Università di Trieste (EUT), an outstanding academic press that has partnered with us to produce this magnificent resource for constitutional scholars around the world. Second, we have a new co-editor on the team: Giulia Andrade, a scholar and attorney in Brazil. Giulia brings an abundance of academic experience, complemented by her practical experience as a lawyer. We are grateful to have her on the team, and we look forward to many years together with her in this global collaboration. As always, the principal purpose of the Global Review remains the same this year: to offer readers systemic knowledge about jurisdiction-specific constitutional law that has previously been limited mainly to local networks rather than a broader readership. The Global Review has been useful to judges, academics, elected and appointed officials, and also to laypersons and beyond. -
Pubblicazione25 years basic research in the field of strain gage technology on Chemnitz University of Technology - Institute of Mechanics(EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
;Stockmann, Martin ;Naumann, JochenIhlemann, Jörn -
Pubblicazione281p510 Temni OtokHmeljak, MatjažL’opera in esame è giunta nelle collezioni dell’ateneo grazie a una donazione dell’artista dopo che nella sala atti della facoltà di economia era stata allestita tra il 15 marzo e il 20 luglio del 2007 una sua personale dal titolo Matjaž Hmeljak Proposta 51. In quell’occasione Hmeljak, allora docente di Fondamenti di informatica ed Elementi di grafica digitale alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trieste, aveva presentato una serie di elaborazioni algoritmiche stampate con procedimento digitale su supporti rigidi, rinunciando alle potenzialità visive dell’immagine video ma allo stesso tempo rendendole immediatamente fruibili. Hmeljak infatti aveva iniziato a dedicarsi all’arte intorno al 1970 collaborando con Edward Zajec, uno dei pionieri della computer-art in Italia, e realizzando progetti che sfruttavano le funzioni algoritmiche dei processori per ottenere rappresentazioni grafiche. Dopo aver concluso intorno al 1984 questo percorso, l’artista ha iniziato a lavorare alla scrittura di programmi per la creazione di strutture visive per arrivare progressivamente all’animazione delle immagini stesse. Per quanto tutta la sua produzione sia frutto di algoritmi elaborati al computer, rimane evidente che ogni sua creazione derivi da una serie di ‘errori’ indotti dall’operatore e sia frutto di una selezione finale che spetta a lui e a lui soltanto. Hmeljak è diventato così uno degli interpreti più significativi di un orientamento dell’arte digitale che si può definire con buona approssimazione espressionismo geometrico astratto. Per questo suo procedere Matjaž Hmeljak può essere definito algorista, colui cioè che utilizza gli algoritmi generati da un elaboratore elettronico per creare le proprie opere. Dal punto di vista strettamente linguistico si tratta di una crasi tra algoritmo e artista, ma è anche una sintesi tra le capacità operative della macchina e quelle dell’uomo, oppure tra due sistemi possibili, entrambi con infinite possibilità. Algorista è lo stesso appellativo che molti studiosi, anche se con accezione diversa, attribuiscono al matematico pisano Leonardo Fibonacci: la sequenza numerica che porta il suo nome, dove ogni elemento è uguale alla somma dei due precedenti, aveva affascinato Mario Merz tanto da dedicarle installazioni che risalgono all’inizio degli anni settanta: gli stessi anni in cui Hmeljak si affacciava sul palcoscenico dell’arte digitale. Sembrerebbe paradossale pensare che un’operazione algebrica possa avere una qualche valenza artistica ma basta spostare il fuoco sulla musica e sulla sua continua interazione con i processi matematici per comprendere subito come sia possibile una tale commistione. Il risultato, per quanto riguarda l’opera in esame, è un caleidoscopio cromatico che può effettivamente ricordare l’isola suggerita dal titolo, un’isola che cambia natura a seconda della paletta di colori che viene proposta dall’elaboratore, diventando via via Otok (Island), Otok Otroških Sanj (Child Dream’s Island), o Temni Otok (Dark Island), variando progressivamente anche la matrice numerica che contraddistingue ogni suo “progetto”. Dare una forma grafica al libero fluire di dati è forse il principale punto di partenza dell’arte di Hmeljak: “più che di un processo di manipolazione del segnale elettronico, si tratta della progettazione e della creazione di nuove strutture visive, in buona sostanza, della restituzione ottica di flussi di energia piegati e ricondotti alla propria interna musicalità. Si disegna così un’inquieta parabola delle relazioni interne tra percezione e sogno, una coscienza che è altro dalla nostra. Ambiguità spaziale e senso di instabilità si coniugano nel procedere verso quella che potremmo definire una razionalità allargata e moltiplicata, un confronto tra la nostra interiorità e il caotico dispiegarsi di forme piegato alle esigenze del processore, uomo o macchina che sia” (De Grassi 2007).
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Pubblicazione34th Danubia-Adria Symposium on Advances in Experimental Mechanics, University of Trieste, Italy, 2017(EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)Cosmi, F.
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Pubblicazione3d modeling of tumor growth(EUT Edizioni Università di Trieste, 2014)
;Stella, Sabrinaet al.This paper briefly describes a numerical model of avascular solid tumors that has recently been developed in Trieste and Verona. The model includes a mathematical description of the cell metabolism and of the cell cycle and includes the cells’ biomechanics. The model has been successfully validated with experimental data. The resulting software may be to used to perform in-silico tests, and can be further upgraded in a modular way. -
Pubblicazione3D-printable foot prosthesis design for transtibial amputees(EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
;Rochlitz, Bence ;Pammer, DavidKiss, Rita M. -
Pubblicazione4th Simone Assemani Symposium on Islamic Coins(EUT Edizioni Università di Trieste, 2015)
;Callegher, BrunoD'Ottone Rambach, AriannaThe fourth edition of the Assemani Symposium (Trieste, 25-27 September 2014) focused on the history of studies on Islamic numismatics and welcomed contributions dedicated to other topics related to Oriental numismatics in the broadest sense. The Proceedings gather together 14 papers encompassing archive documents, coins from Syria to China – passing through Central Asia – as well as glass jetons from Sicilian collections, and Arabic and Georgian seals. An ample section is devoted to Simone Assemani’s unpublished correspondence and a special attention is also given to the history of collections of Arabic coins in Italy and abroad. The volume offers a wide perspective on Numismatic research on Oriental materials and its contents will be of interest for every scholar interested in Numismatics.